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Scritto nella prima
metà degli anni Settanta e pubblicato nel 1978, il romanzo I ponti di Schwerin
segue nella prima parte il cammino compiuto da Elmina, ragazza ebrea deportata nel campo
nazista di Birkenau, per raggiungere la cittadina di Schwerin, dove i sopravvissuti sono
smistati verso i rispettivi paesi dorigine; nel corso di questo spostamento, irto di
pericoli e di incertezze e segnato da incontri ora minacciosi e ora solidali, riaffiorano
alla memoria della protagonista non solo i ricordi recenti della barbarie provata nel
lager, ma anche quelli delladolescenza e della gioventù al tempo del fascismo e
della guerra. Ripercorsi così gli anni della formazione di Elmina conclusi con la
deportazione e con il successivo arrivo al ponte di Schwerin, nella seconda parte il
romanzo segue il percorso della protagonista indirizzato verso un secondo ponte ideale,
quello della presa di coscienza delle sue forze e della sua condizione di donna che,
nonostante i pregiudizi predominanti, è ben risoluta a conquistarsi la sua libertà. Con
scrittura essenziale e incisiva, Liana Millu ha dunque narrato senza concessioni alla
retorica e al patetismo la storia di una giovane che, vissuta in uno dei momenti più
barbari dellumanità, ha tuttavia saputo compiere con forza e coerenza un suo
percorso di dignità e di riscatto. |