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Pubblicato per la
prima volta nel 1963 e non più ristampato, I giorni veri sarà per molti
unautentica scoperta, non solo come testimonianza umanissima di vita partigiana
offertaci da una donna di straordinaria forza morale (e fisica), ma soprattutto come
lopera che più compiutamente ci rivela la genuina bellezza di una
scrittura al femminile tra le più originali del dopoguerra. In forma di diario,
lautrice rivive i 18 mesi della sua esperienza resistenziale tra Cortina e Cadore,
staffetta in una delle brigate (la Calvi) che costituivano la più importante
formazione partigiana del Bellunese, la divisione Nanetti. È una Resistenza,
quella della Zangrandi, vista nella sua dimensione quotidiana, dal basso e dal di dentro,
vissuta nei piccoli paesi, tra le rocce, nei fienili, sui sentieri, nelle cucine, dove
incontriamo insieme alla protagonista, tante altre indimenticabili figure di donne. Fatti
personaggi, luoghi sono veri, non ricostruzione romanzesca. La crudezza pulita della
realtà di quei giorni, sedimentata dal tempo e illimpiditasi nella memoria, ha
trovato nella scrittura la sua definitiva verità. |