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LE MANI SAGGISTICA |
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| titolo | POESIA COME LUCE IN ITALO ROSSI | |
| autore | Bruno Rombi | |
| dettagli | 2001, pp. 80, E 9,30 | |
| ISBN | 88-8012-196-3 | |
In questo agile profilo critico lautore esamina lopera poetica di Italo Rossi, tracciando non solo il suo percorso letterario, ma sottolineando anche come il suo linguaggio, per molti versi mutuato dalla scienza, ed in particolare dalla chimica, raggiunga nella poesia risultati di assoluta originalità. Estremamente controllata nellessere specchio di unesperienza vissuta su due fronti, a tratti paralleli, a tratti divergenti, la poesia di Italo Rossi non prospetta misteri o palingenesi, ma tuttavia attesta un linguaggio nuovo, a tratti del tutto inconsueto alla nostra letteratura, poiché insieme alla sperimentazione linguistica, ricca di neologismi, ha il pregio di proporre, derivandole proprio dalla chimica, nuove metafore, nuovi ossimori in sostanza nuove forme retoriche nel frattempo consentendo al lettore, pur nella sua più azzardata ipotesi strutturale, di comprendere tutto del dettato e tutto apprezzare. Se tali sono le deduzioni sul piano formale, sul piano dei contenuti, ossia della weltanshauung va fatto subito notare, come anche attraverso le note critiche [ ] apparse sulla stampa, uno degli elementi rilevati dai recensori, come caratteristico della poesia di Italo Rossi, è il senso metafisico della sua ricerca, pur restando apparentemente lontano il problema della fede, unitamente al riconoscimento, in essa, di una sofferta umanità, frutto di unesperienza vissuta con coraggio e con determinazione anche nei momenti in cui, per sfuggire ai «limiti» di un destino che imprigiona, il poeta ha tentato il volo nellimpossibile, assumendo labito mitologico dei Titani e dei rivoluzionari (ora Icaro, ora Ulisse, ora Prometeo), ma riconoscendosi anche nella miseria morale e materiale di Caino. . |
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