|
|
Ho sempre
sostenuto che è meglio una come te di tante altre belle dolci, belle insulse, più
facili, più buone, più giovani
e giù con i più. Tutto
meno quello. E meno i baci. La lingua di lui. La sua. Altrove correvano. Come animali
predatori. Libere. Dolci come delfini. Sì tutto il resto aveva imparato ad accettarlo. A
prenderselo. No solo con il corpo, che quel tutto lo reclamava con ferocia. Anche con la
testa. Il cuore no: là in mezzo non si avventurava. Le persone fondamentali
sono quelle che ti perdonano. Capiscono, giustificano e perdonano. Cattiverie.
Involontarie, sì, ma cosa cambia: fanno male lo stesso. O magari semplici indelicatezze:
ti sfuggono, e non dovrebbero. Non è bello dimenticare, anche solo per un attimo, le
piccole zone fragili di chi ami. E poi ci sono le assenze di quando non sei in grado di
aiutarla, quella persona. Assenze momentanee, che sembrano abbandoni, se non ti fidi.
Comè dolce poter amare senza lobbligo della perfezione. |