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Classico
"popolare" del nostro novecento - che ebbe a partire dalla sua pubblicazione nel
1942 un immediato, vastissimo successo - il Diario di un parroco di campagna del
toscano Nicola Lisi conserva inalterata nei decenni la sua grande forza di evocazione
poetica e di suggestione emotiva. I minuti, poveri fatti che l'anziano Don Antonio
"ricompone" di giorno in giorno scandendoli sulle festività del calendario
negli ultimi tre anni della sua declinante esistenza restituiscono del mondo rurale, e
attraverso di esso un universo intero, un'immagine visceralmente interrogativa, nutrita di
un'altissima, primordiale drammaticità, proprio in virtù della naturalezza di sguardo
posato sulla terra, il tempo e gli uomini. Scritto in uno stile semplice e piano, frutto
in realtà di "strenua tensione di ascolto e certosina pazienza di assidua
decantazione", questo Diario ci si offre oggi in forma di "delicato
enigma", alla cui perlustrazione è preziosa guida il saggio di Elena Bono in
chiusura del volume. |