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Ogni commedia
americana è a suo modo una promessa di felicità: questo il suo carattere testuale
dominante, questo lorizzonte dattese condiviso dalla più ampia comunità di
spettatori. La felicità promessa dalle commedie di cui si occupa questo libro è la
felicità sentimentale; il territorio dindagine è dunque quello della comedy che
incrocia il romance (termine che, perse le sue connotazioni letterarie, porta con sé i
significati che ha assunto nel quotidiano lessico anglosassone: storia damore,
atmosfera romantica). Genere pervasivo, primigenio e squisitamente nazionale, per una
cultura nella quale il diritto alla felicità è iscritto nella stessa
Dichiarazione dIndipendnza, la commedia americana dei sentimenti ha avuto nei
decenni una variegata evoluzione. La felicità romantica assume negli anni Trenta i modi
sofisticati di un aggressivo e ludico conflitto tra i sessi, che perlopiù incrocia un
conflitto di classi (ecco dunque film come Mancia competente, Accadde una notte,
Lorribile verità, Susanna!, Scandalo a Filadelfia); tra anni Quaranta e
Cinquanta diventa sempre più spesso avventura domestica, rassicurante o catastrofica,
meglio ancora rassicurante e catastrofica (Un evaso ha bussato alla porta, La vita è
meravigliosa, La costola dAdamo, Il padre della sposa); nei tardi Cinquanta e
primi Sessanta è progetto perseguito con tracce di nevrosi sessuale pudibonda, ma non
oltre trattenibile e talora già parodica (Quando la moglie è in vacanza, La bionda
esplosiva, A qualcuno piace caldo, Lappartamento, Amore ritorna!); verso e
dentro gli impetuosi Settanta il progetto pare frantumarsi, cambiar pelle, assumere le
figure della crisi (Il laureato, Due per la strada, Minnie e Moskowitz, Io e Annie);
gli anni Ottanta e i Novanta preparano e celebrano una luminosa reviviscenza romantica (da
Manhattan a Insonnia damore) che però si consuma e
sincupisce mano a mano che ci si avvicina e quindi ci si addentra nel Duemila (fino
a titoli come Lost in Translation o Closer). Attraverso lanalisi
di cento film esemplari, si segue da vicino la storia delle variazioni, revisioni e
potenti scosse che il genere, e la sua fondativa promessa di felicità, hanno affrontato
nel corso del tempo, lasciando affiorare al contempo lapporto di personalità
autoriali (da Lubitsch a Hawks, da Cukor a Stevens, da Wilder a Tashlin, da Edwards ad
Allen fino ai contemporanei Sofia Coppola e Wes Anderson) e corpi divistici (Cary Grant e
Katharine Hepburn, Gary Cooper e Jean Arthur, James Stewart e Grace Kelly, Doris Day e
Rock Hudson, Audrey Hepburn e William Holden, Allen & Keaton & Farrow, Meg Ryan e
Tom Hanks, Julia Roberts e Jude Law). |