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Questo libro è la storia dun film e
duna ricerca. Il film è Roma città aperta di Roberto Rossellini, girato tra
il 1944 e il 1945 nella capitale appena liberata, monumento neorealista, film-cerniera del
cinema moderno. La ricerca è quella che per trentanni ha condotto Stefano
Roncoroni, rosselliniano senza se e senza ma, sulle tracce duna sceneggiatura. La
sceneggiatura che Roberto Rossellini, genio espansivo, negava daver mai utilizzato,
perché il suo film laveva girato sulla base di appunti fuggevoli, di
improvvisazioni, di illuminazioni. Quella sceneggiatura che Sergio Amidei, talento
inflessibile e taciturno, diceva daver scritto pagina dopo pagina, scena dopo scena,
e di cui però, subito dopo le riprese, sera smarrita ogni traccia e ogni copia.
Oltre ventanni dopo la sceneggiatura misteriosamente ricompare. E quindi di nuovo
misteriosamente scompare. Tra un mistero e laltro Roncoroni, studioso/investigatore,
riesce ad avere tra le mani quel copione, lo legge, e registra la propria lettura. La
ricerca del dattiloscritto perduto prosegue, con alterne fortune e uno scacco finale. Mai
ritrovata, la sceneggiatura di Amidei materialmente oggi non cè più (o ancora non
cè), è una lacuna aperta nel corpus del cinema italiano. Quella che qui
presentiamo, accanto al racconto dellavventurosa quête, è la trascrizione puntuale
di quellantica lettura. Dunque una sceneggiatura-fantasma eppure straordinariamente
viva, che, messa a confronto con la sceneggiatura desunta, rivela inediti scenari: alla
sceneggiatura di Amidei il film di Rossellini resterà assai fedele nella sostanza e nella
scansione narrativa, ma non in certi cruciali dettagli che molto ci dicono delle tensioni
ideologiche dellepoca, di inediti o solo sussurrati interventi censori, della forma
che Roma città aperta, film scritto da un comunista irriducibile e girato da un
cattolico aperto al compromesso, finì per assumere nel clima di pacificazione nazionale
che seguiva la fine della guerra. Tra i documenti, editi e inediti, presentati nel volume
spicca infine La disfatta di Satana, soggetto scritto da Alberto Consiglio e che,
pur non citato nei credits, ci appare oggi il misconosciuto incunabolo del capolavoro di
Rossellini. Unaltra prova di come la storia di Roma città aperta, cominciata
forse ancor prima di Amidei e di Rossellini, non sia stata fino a oggi davvero raccontata. |