LE MANI
Registi
titolo WIM WENDERS
Percezione visiva e conoscenza
autore Maurizio Russo
dettagli 1997, pp. 132, 14 ill. b/n, E 10,33
ISBN 88-8012-057-3
Basta sfogliare un qualsiasi vocabolario della lingua italiana per constatare tutta la complessità del concetto di «visione» dal punto di vista fisiologico, psicologico, filosofico, estetico, e così via... Questo libro, si propone di esplorare l’intreccio dialettico tra «vedere» e «narrare» partendo dalla produzione e approdando alla poetica di uno dei registi più originali e personali del cinema contemporaneo. Fanno da base all’indagine, condotta il più possibile in assenza di schemi concettuali e disciplinari prestabiliti, un famoso scrittore e uno storico della scienza. Aldous Huxley, con il suo volume L’arte di vedere, ci introduce ad una concezione integrata della visione, in cui occhio e mente sono correlati e interagiscono reciprocamente senza interruzione. Thomas Kuhn, con la sua ricerca sulla struttura delle rivoluzioni scientifiche, ci guida nel misterioso dominio del «cambiamento», mostrandoci di nuovo come conoscenza e visione siano strettamente associate e retroagenti. Wim Wenders, regista di tanti film che eleggono a protagonista proprio la visione e lo sguardo, fornisce puntuali materiali di controllo e riscontri spesso letterali di quanto via via affermato nell’esame dei due precedenti autori. Accompagna il lettore lungo tutto il suo viaggio il fisico e filosofo Heinz von Foerster, tra i suggerimenti del quale compare il richiamo al celebre mito platonico della caverna, archetipo moderno del cambiamento «visivo-cognitivo» e del suo travagliato processo di compimento.

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