LE MANI
REGISTI
titolo TERRENCE MALICK
Cinema tra classicità e modernità
autore Andrea Fornasiero
dettagli 2007, pp. 416, ill. colore., E 20,00
ISBN 978-88-8012-411-5
 

 

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Con soli quattro film ormai a trentacinque anni dall’esordio, Terrence Malick ha lasciato un segno nella storia del cinema. Il riservato regista esordisce con Badlands (La rabbia giovane) negli anni Settanta di Coppola, Spielberg, Lucas e Scorsese. Nel 1978 realizza poi I giorni del cielo, quindi  passano vent’anni di silenzio e arriva il boato della guerra nella Sottile linea rossa. Il mondo del cinema saluta con entusiasmo il suo ritorno, ma il film successivo divide gli appassionati. The New World, sullo spirito originario delle Americhe e sulla loro colonizzazione, è la fedele restituzione di un tempo perduto, che questo volume include per la prima volta in una monografia dedicata al regista. Quello di Malick è un percorso sempre sulla cresta del progresso tecnico, per restituire fedelmente ai sensi sia la serenità di arcadie remote, sia la brutalità dei conflitti bellici e di classe. Il suo cinema si muove di frequente sull’orlo dell’estetizzazione, cui sfugge attraverso il dinamismo di un montaggio via via più fluido, dove anche le pause abbondano di movimento e dove, alla luce dorata precedente il tramonto, si tende progressivamente a preferire una luminosità diffusa e morbida, che spenga contrasti e chiaroscuri e lasci emergere l’aura delle cose e delle persone. Come fanno le sue voci narranti: a volte diaristiche, a volte poetiche, spesso frammentarie e quindi interrogative, espressione delle domande di un’umanità che, di film in film, tende sempre più all’universale

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