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Iraniano, nato a Teheran nel
1940, è riconosciuto come uno dei cineasti che più ha innovato, nellultimo
decennio, il linguaggio cinematografico. Nel corso di una carriera trentennale, Kiarostami
ha saputo regalarci splendidi ritratti di bambini come in Dovè la casa del mio
amico? (1987), profondi racconti di tragedie personali o collettive come in Close
up (1990), o E la vita continua (1992), appassionanti storie damore
come in Sotto gli ulivi (1994), procedendo sempre in equilibrio sui fili sottili
che dividono la realtà e il gioco della finzione. In questi ultimi anni, il regista
iraniano, grazie a capolavori come Il sapore della ciliegia, «Palma doro» a Cannes
nel 1997, e Il vento ci porterà via, «Gran premio della giuria» a Venezia nel 1999, si
è spinto verso un cinema sempre più essenziale, più poetico e figurativo, fatto di
continue sottrazioni della narrazione e di grandi affreschi paesaggistici.Il volume
monografico che presentiamo ha lobiettivo di avvicinarsi al suo cinema, rivolgendo
unattenzione particolare allapproccio pedagogico, allo stile, al suo
appassionato sguardo sulla società iraniana ed al rapporto, spesso multiforme e
dialettico, che egli ha instaurato con il mezzo cinematografico e con gli spettatori. |