LE MANI
Registi
titolo ABEL FERRARA
autore Silvio Danese
dettagli 1998, pp. 250, 24 ill. b/n, E 13,43
ISBN 88-8012-084-0
Abel Ferrara è uno dei grandi cineasti del cinema americano contemporaneo. Dal primo film Driller Killer al più celebre Fratelli lavora con una tribù di amici e consiglieri a New York. In una dozzina di titoli, tra cui King of New York, Il cattivo tenente e Blackout, ha reinventato i generi, innestando nell’immaginario cinematografico l’immaginario religioso ed erotico che lo tormenta e lo illumina, complice lo sceneggiatore teologo che istiga quasi tutta la sua opera, Nicholas St. John. Nel mercato internazionale del cinema Ferrara non ha uguali. È un guastatore, un pericoloso giocatore libero ai confini del «mainstream» e del cinema di consumo. Da indipendente, si è infiltrato nel sistema di norme dell’immaginario hollywoodiano. Delle convenzioni fa un’arma per dirottare il pubblico. La cinepresa guarda la Croce posata in mezzo alla frenetica operosità del male, nella Gerusalemme dei mercanti. In questo libro, il cinema di Ferrara si porge anche a uno sguardo religioso, per come il regista annette la preoccupazione morale e lo scivolamento nella dissoluzione all’orizzonte della vita. In questo, la sua è un’opera d’opposizione in cui lo sfondo mistico rafforza l’incisività politica.

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