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Abel Ferrara è uno
dei grandi cineasti del cinema americano contemporaneo. Dal primo film Driller Killer
al più celebre Fratelli lavora con una tribù di amici e consiglieri a New York.
In una dozzina di titoli, tra cui King of New York, Il cattivo tenente e
Blackout, ha reinventato i generi, innestando nellimmaginario
cinematografico limmaginario religioso ed erotico che lo tormenta e lo illumina,
complice lo sceneggiatore teologo che istiga quasi tutta la sua opera, Nicholas St. John.
Nel mercato internazionale del cinema Ferrara non ha uguali. È un guastatore, un
pericoloso giocatore libero ai confini del «mainstream» e del cinema di consumo. Da
indipendente, si è infiltrato nel sistema di norme dellimmaginario hollywoodiano.
Delle convenzioni fa unarma per dirottare il pubblico. La cinepresa guarda la Croce
posata in mezzo alla frenetica operosità del male, nella Gerusalemme dei mercanti. In
questo libro, il cinema di Ferrara si porge anche a uno sguardo religioso, per come il
regista annette la preoccupazione morale e lo scivolamento nella dissoluzione
allorizzonte della vita. In questo, la sua è unopera dopposizione in
cui lo sfondo mistico rafforza lincisività politica. |