LE MANI
REGISTI
titolo MICHAEL CIMINO
autore Giancarlo Mancini
dettagli 2007, pp. 248, ill. b/n., E 14,00
ISBN 978-88-8012-402-3
cimino.jpg (818657 byte) Se è vero che ogni artista importante pensa nella sua carriera una sola cosa, Michael Cimino sempre ha avuto al centro dei suoi pensieri e delle sue opere l’America. Negli anni in cui Hollywood rinasceva ad una nuova giovinezza creativa ed economica, i suoi film non hanno mai distolto l’attenzione dai temi cruciali da cui la sua generazione era ossessionata: la guerra del Vietnam, il rapporto tra l’uomo e la società, l’integrazione culturale ed economica delle minoranze, la demistificazione dell’ideologia consumistica in corsa verso l’egemonia. Impostosi già al secondo film, Il cacciatore, come uno dei grandi registi americani della sua generazione a cui tutto era concesso, con il successivo I Cancelli del cielo, viene relegato ai margini del sistema cinematografico holllywoodiano. Ma nonostante i numerosi anatemi e le difficoltà produttive che dopo quel film ne avrebbero flagellato l’opera, mai a Cimino si è potuta imputare la ristrettezza di vedute o l’accomodante rifugio in edificanti manufatti per il compiacimento del committente. Potenti ed al tempo stesso intrisi di una commovente fragilità i suoi film riflettono la costante adesione alla tradizione umanistica della cultura americana, democratica e civile. Oggi che uno sguardo critico dall’interno dell’America sembra in via di estinzione, soprattutto a causa del declino inesorabile della tradizionale forza del cinema indipendente, sempre più urge il recupero delle ragioni e delle problematiche di una generazione e di un regista come Cimino malati di libertà.

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