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Jane Campion, figura
emergente del cinema australiano contemporaneo, è salita alla ribalta internazionale
grazie al premiatissimo Lezioni di Piano, campione di incassi salutato come
significativo esempio di cinema «al femminile». Il suo particolare universo, in cui temi
e situazioni sono trattati con la leggerezza e la disinvoltura dellimmaginazione
femminile, seguono i subitanei impulsi della mente, individuandone le misteriose e libere
modalità. È questo uno di motivi del forte impatto emozionale dei suoi film: il suo più
grande successo, Lezioni di piano, è un malinconico canto damore in cui
moltissime donne si sono identificate. Un cinema sofisticato e appassionato, che sceglie
protagoniste delle quali racconta, in maniera nitida ma impetuosa, tutta la dimensione
drammatica, e le inserisce in un ambiente spazi sconfinati, foreste intricate e
fangose o claustrofobiche situazioni urbane che crea sempre una sensazione di
disagio, di ostilità contaminante, di cui a poco a poco le sue eroine diventano
consapevoli: da Isabel, in Ritratto di signora, vincolata a un universo chiuso da
cui cerca di evadere, a Jane, in Un angelo alla mia tavola, che si salva dalla
prigione della clinica psichiatrica grazie alla potenza della sua poesia, a Sweetie,
prigioniera di un mondo familiare che la porta alla patologia e alla morte. Figure
femminili che si contrappongono a un mondo ipocrita che ne vorrebbe modificare ogni
slancio: il libro insegue le tracce di questo equilibrio, cercando di far emergere la
scrittura cinematografica della Campion al tempo stesso delicata e crudele: femminile,
appunto. |