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A quindici anni
dalla scomparsa di Luis Buñuel, questa rilettura critica dellopera e della
personalità di uno degli autori che hanno fatto grande il cinema, riconsegna il lettore
alla dimensione più classica e autentica della settima arte. Partendo dal retroterra
culturale e dal contesto storico-artistico in cui Buñuel ha operato, Auro Bernardi si
propone in primo luogo di restituire al regista le sue qualità peculiari di grande
intellettuale e di poeta del cinema. Il testo ripercorre le tappe essenziali del cammino
artistico, psicologico e culturale di Buñuel, con particolare attenzione alle sue fonti
di ispirazione la letteratura iberica (Lorca, Galdós), Freud, il Surrealismo
(Dalí, Magritte, Breton), le Sacre Scritture, Sade, Huysmans... evidenziando i
complessi intrecci tra le esperienze di vita e le opere, colti sia nella loro singolarità
sia nella varietà di una poetica sempre coerente e rigorosa.Il volume si divide in due
parti: la prima dedicata alla biografia del regista, la seconda ai suoi trentadue film,
analizzati in altrettante schede storico-artistiche. Non mancano autentiche scoperte,
quali la documentazione dei debiti formali di Un chien andalou verso Buster
Keaton, o lindividuazione di un documentario dellIstituto Luce tra i materiali
utilizzati per Lâge dor. Un libro fondamentale e definitivo per chi
si accosta per la prima volta a Buñuel, ma sicuramente stimolante anche per gli esperti,
i critici, i cultori del grande regista aragonese. |