LE MANI
Registi
titolo ROMAN POLANSKI
autore Alessandro Cappabianca
dettagli 1997, pp. 182, 16 ill. b/n, E 11,36
ISBN 88-8012-052-2
Rosemary’s Baby, Per favore non mordermi sul collo, L’inquilino del terzo piano, Chinatown, Tess, Pirati, Frantic, Luna di fiele, La morte e la fanciulla... Roman Polanski, apolide folletto dalle sette vite, stretto in mezzo tra alcuni degli «ismi» pił perniciosi del secolo - nazismo, stalinismo, perbenismo puritano -, si conferma, a distanza di trent’anni, protagonista di una delle esperienze cinematografiche pił originali ed enigmatiche dell’intero panorama internazionale. Nel suo cinema, frutto di uno strenuo corpo a corpo, ora vincente ora perdente, con i fantasmi del cinema classico o di genere, Polanski ha riversato tutto l’impeto, disperatamente padroneggiato grazie a una grande maestria cinematografica, di ossessioni e nevrosi antiche. Per questo, i suoi film, anche quando sono realizzati all’interno del sistema produttivo ufficiale e sono popolati da star (da John Cassavetes a Jack Nicholson, da Nastassja Kinski a Walter Matthau, da Harrison Ford a Sigourney Weaver e Ben Kingsley), continuano a porre in primo piano, con una coerenza che non teme molti confronti, l’istanza adulta del cinema, quella che lavora sul versante oscuro della spettacolaritą, quella in cui tutte le storie-ben-costruite si sbriciolano, alla fine, nella polvere inconsistente del dubbio, tra le mancanze, gli incidenti, i lapsus del visibile.

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