LE MANI
Registi
titolo MAURICE PIALAT
autore Nicola Rossello
dettagli 1999, pp. 160, 16 ill. b/n, E 12,39
ISBN 88-8012-130-8
Personaggio scomodo, selvaggio, intransigente, dal carattere impossibile e ben deciso a rendersi impopolare: ecco l’immagine di Maurice Pialat diffusa dai mass media. In realtà, oltre all’aneddotica superficiale, l’autore è ormai da tempo consacrato come uno dei più autorevoli esponenti del cinema francese contemporaneo, un regista che ha firmato capolavori quali L’amante giovane, Loulou, Ai nostri amori, Sotto il sole di Satana (Palma d’oro a Cannes nel 1987), Van Gogh, lavorando con attori del calibro di Gérard Depardieu, Sandrine Bonnaire, Isabelle Huppert, Sophie Marceau. Dai suoi film emerge un’immagine cruda, non riconciliata, della Francia profonda, scenario cupo e lacerato dalla solitudine e dallo sfaldamento delle relazioni umane. Autore inquieto, sempre insoddisfatto, estraneo a scuole e correnti, Pialat trasforma ogni volta la realizzazione di un film in un’autentica verifica personale e di vita, in cui il momento delle riprese (e il lavoro sul corpo degli attori) diventa un’esperienza decisiva. Nello sguardo mai complice che getta sui suoi personaggi c’è uno sconsolato disincanto, ma allo stesso tempo la rabbia, il rifiuto di lasciarsi soffocare dalla tristezza, di rassegnarsi alla catastrofe. Il cinema del regista francese si nutre di questa tensione morale, di questa lotta, della ricerca inesausta, e pur sempre delusa, di una via di scampo, di un varco di salvezza che, sottraendo l’uomo alla solitudine e al vuoto interiore, possa ridare significato alla sua esistenza.

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