BRIAN DE PALMA |
||
Claudio Bisoni 2002 pp. 256 ill. b/n |
€15,00 | |
| ISBN 978-88-8012-193-0 | ||
| Info su: Bisoni Claudio | ||
| Grande costruttore di inganni, narratore di storie che nascondono fino all’ultimo il segreto della loro corretta comprensione, Brian De Palma ha saputo, nel corso di quasi quarant’anni di attività, coniugare gusto classico per la manipolazione dello spettatore, uso straniante e modernista della tecnica, piacere dello svelamento della manipolazione stessa in termini di menzogna. Meno genericamente postmoderni di quanto possano apparire a prima vista, film come Vestito per uccidere, Omicidio a luci rosse, Doppia personalità, Mission: Impossible, Carlito’s Way, Femme fatale, mettono in scena esseri umani vittime di macchinazioni, soggetti facilmente manipolabili, in preda a nevrosi, fobie, paranoie derivate dalla cultura degli anni sessanta: sindrome da complotto, ripetizione farsesca della Storia, vita come esperienza inautentica. Anche il rapporto con la tradizione cinematografica – e con Hitchcock in particolare – può essere pensato in modo fecondamente contraddittorio. Così facendo potranno emergere, accanto a pratiche di omaggio rispettoso, anche dinamiche manieriste di sottile cattiveria critica, parodia ed effetto di «falso d’autore» nei confronti del Maestro. E De Palma stesso dovrà sembrare meno un pacifico imitatore e più un autore continuamente interessato a gareggiare con il modello, alla ricerca di possibilità combinatorie sempre nuove, capaci di esibire i segni di una personalissima originalità derivata. | ||
|
|
||
|
|
||