CARL THEODOR DREYER. Il verbo, la legge, la libertà |
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Auro Bernardi 2003 pp. 200 ill. b/n |
€16,00 | |
| ISBN 978-88-8012-259-3 | ||
| Info su: Bernardi Auro | ||
| Come tutti i grandi registi, Carl Theodor Dreyer (Copenaghen, 1889-1968) è stato un rivoluzionario. Nel senso che i suoi film hanno innovato radicalmente lo stile e il linguaggio del cinema. Con una rigorosissima messa in scena, che richiama la pittura e il teatro scandinavi, e una drammaturgia ispirata alla filosofia di Kierkegaard, Dreyer porta sullo schermo uomini e donne – personaggi storici e non – che rappresentano l’insanabile conflitto tra spirito e carne, tra legge e libertà individuale, tra fede e disperazione. Per questa sua capacità di indagare la psiche umana, Dreyer è stato definito “un poeta tragico del cinema”. Alieno al compromesso, ha preferito lunghi anni di silenzio piuttosto che tradire la propria poetica. Attraverso un’accurata analisi biografica e filmografica, Auro Bernardi ripercorre la parabola umana e artistica di Dreyer, dai capolavori (La passione di Giovanna d’Arco, Vampyr, Dies irae, Ordet e Gertrud) ai film minori, ai documentari: una parte importantissima, finora poco studiata, dell’opera del regista danese. | ||
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