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FELLINI & ROSSI IL SESTO VITELLONEFILLIDE & GECO

FERZAN OZPETEK. La leggerezza e la profondità

Gabriele Marcello
Prefazione di Alberto Crespi
2009
pp. 240
ill. b/n e col.
€15,00
ISBN 978-88-8012-463-4
Info su: Marcello Gabriele

Il cinema italiano contemporaneo sembra allontanarsi sempre più spesso, sia per le idee, sia per il gusto di rischiare, dai maestri di un tempo (Visconti, Fellini, Antonioni o De Sica, ma anche da altri, spesso ingiustamente trascurati: Germi, Petri, Bolognini); i nuovi adepti di questo cinema rivolgono la cinepresa verso un’esterofilia che non fa altro che fagocitare i cliché delle pellicole Made in Italy, girate nell’ultimo ventennio. Ozpetek, straniero in terra straniera, evita gli ostacoli che frequentemente s’incontrano sul cammino di un regista e crea opere uniche e inusuali. Ogni suo film potrebbe essere visto come un viaggio, geografico e interiore (Il bagno turco – Hamam), compiuto a cavallo della Storia e delle storie con una traslazione tra passato e presente (Harem Suare), all’interno di un microcosmo familiare (Le fate ignoranti, Saturno Contro), attraverso la memoria e il desiderio (Cuore sacro, La finestra di fronte) o nel corso di ventiquattro ore di umana disperazione (Un giorno perfetto).
Il suo cinema, inoltre, è un territorio di spettri che aleggiano tra i meandri di Roma e, forse, lo spettro per eccellenza è quello di Istanbul, la sua città natale. Il fantasma della capitale dell’Impero Romano d’Oriente è una presenza fortissima che, però, si insinua in maniera discreta tra le rovine antiche, urbane e suburbane, di una Roma che perde, poco a poco, tutto il suo colore locale per divenire talvolta necropoli di storie, di anime e di sogni irrealizzati.
Lontano dal voler essere un cinema con pretese autoriali, quello di Ozpetek è il cinema degli "affetti speciali", che vuole rivolgersi alla gente comune, perché è di essa che parla, prendendo spunto dalla realtà, trasfigurandola in una dimensione "altra", ma non meno realistica. Le emozioni e i sentimenti dei suoi film hanno un’intensità che si dispiega in contesti mai banali e che sa coinvolgere lo spettatore.


Presentazione alla Libreria del cinema di Roma

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