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AMOS GITAI. Cinema forza di pace

Daniela Turco (a cura di)
2002
pp. 168
ill. b/n
€15,00
ISBN 978-88-8012-199-2
Info su: Turco Daniela

Da quasi trent’anni Amos Gitai, il più importante regista israeliano, conduce la propria poliedrica e apolide attività in direzioni creative diverse, che spaziano dal documentario al film di finzione, dalla performance alla pièce teatrale. Il suo lavoro, limpido e libero, lo ha imposto come uno dei filmaker più originali e significativi del panorama cinematografico contemporaneo. Convinto sostenitore di un metissage che attraversi e segni le immagini, il regista israeliano lavora seguendo una reale interazione tra le arti, teorica e insieme estremamente concreta, che lo ha portato a collaborare di volta in volta, tra gli altri, con musicisti come i fratelli Stockhausen o Annie Lennox, con direttori della fotografia come Renato Berta e Henry Alekan, con attrici come Hannah Schygulla e Marisa Paredes, con registi come Samuel Fuller e Bernardo Bertolucci. Le sue posizioni, spesso duramente critiche nei confronti delle politiche del suo paese, hanno portato Gitai a filmare in giro per il mondo, finché, nel 1993, il regista ha scelto di ritornare a lavorare stabilmente in Israele. Negli ultimi anni il suo impegno politico, civile e morale si è focalizzato sempre di più su un’analisi profonda della situazione mediorientale, portando il regista, da Kippur in poi, a indagarne le radici storiche, le ragioni nascoste, ponendole a confronto con la drammatica, insostenibile attualità dell’oggi. Amos Gitai arricchito della filmografia completa, si articola in due parti: la prima è composta di una serie di saggi in cui Alberto Farassino, Enrico Ghezzi, Roberto Silvestri, Edoardo Bruno, Paolo Berardi Vernaglione, Daniela Turco, e Bruno Roberti forniscono un approccio critico ad ampio raggio al cinema di Gitai. La seconda parte è dedicata a una lunga conversazione con il regista.








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